Prossimi appuntamenti

SPETTACOLO MUSICA POPOLARE
sabato 8 luglio 2017

spettacolo di musica popolare

Vasto (bar-pizzeria)

"Quelli del bufu"

dalle ore 21

SPETTACOLO MUSICA POPOLARE SABATO 22 LUGLIO 2017 San GIACOMO DEGLI SCHIAVONI "gruppo folk iguje" e "quelli del bufu'" dalle ore 21 (davanti la chiesa)

News

SPETTACOLO MUSICA POPOLARE

Il giorno 2 agosto 2017

spettacolo di musica popolare

VIESTE

"Quelli del bufu"

Dalle ore 21

Durante le feste PDF Stampa E-mail

Natale

Prima dela Natale, l'apertura di questa solennità era segnata da un ciclo di manifestazioni religiose-canore- culturali e di preparazione dello spirito prima del grande evento: la Novena

Alle 5 del mattino la grande campana chiamava a roccolta la popolazione nella chiesa di S.Antonio da Padova. A quell'ora, nonostante il clima invernale, le strade del paese si animavano e una grande folla si riversava nella chiesa.

Nei giorni che precedevano il Natale le nostre massaie avevano un gran da fare. Si apriva la grande tavola rettangolare al centro della cucina (a tavl a lbratt) e su di essa si allineavano barattoli di marmellate varie, mostarde, uva cotta, amarene, miele, ecc che servivano da ingradienti per i ripieni dei dolci tradizionali.

Si impastavano uova, latte, sugna e spezie profumate per confezionare taralli, pcclllat, frsell, scruppell, cicerchiat, cavciùn (a forma di cuscinetti ripieni di pasta di ceci e cacao), i cille (tubolari di pasta frolla ripieni di marmellata di amarene o di uva cotta, o di semolino impastato con mosto cotto, mandorle tritate abbrustolite e aromi vari), crema di ricotta con frutta candita intrisa di rosolio, tronchetti alle varie creme o di pasta di castagne e cacao, sfogliatelle alla ricotta, bignè, cannoli, fiadoni (ripieni di formaggio pecorino, pepe, prezzemolo, uova).

Il giorno della vigilia si saltava il pranzo perchè si rispettava il digiuno. La cena consisteva, invece, in una lunga serie di pietanze di magro, verdure di tutte le specie. Per coloro che non volevano rinunciare alla pasta, venivano preparati i cavatelli con le rape (quzztill e foj), oppure minestra di verdura con crostini di pane abbrustolito. 

Seguiva il baccalà in umido, lesso, arrostito o fritto, accompagnato da fette sottili di pane fritto (u panond; zuppa di pesce (chi se lo poteva permettere), ma ciò che non mancava in nessuna casa, erano le anguille e i capitoni.

A seguire frutta secca: noci, mandorle, nocciole, castagna ed in particolar modo, i fichi secchi, una specialità di Guglionesi, ripieni di mandorle e di noci. 

Il pranzo del giorno di Natale consisteca in un menù molto elaborato e dispendioso. Un antipasto fuori dal normale con piselli lessi, mais, riso, ceci mescolati insieme a dadini di ananas e ricoperto con foglie di insalata cappuccina. Il primo piatto era rappresentato dalle lasagne al consommè di tacchino nostrano aromatizzato con scaglie di cannella.

S. Antonio Abate

In onore di S. Antonio Abate, protettore degli animali, davanti alla chiesa avveniva la benedizione degli animali e nel pomeriggio aveva luogo intorno alla chiesa, una corsa alla quale prendevano parte asini, muli e cavalli.

Altrettanto avveniva nella festa di S. Sebastiano. Davanti alla chiesa del Rosario si eseguivano giochi popolari che culminavano con l'albero della cuccagna tra il divertimento generale.

L'uccisione del maiale

L'uccisione del maiale avveniva subito dopo le feste natalizie, nelle giornate di freddo più intens. Era una vera festa in famiglia anche con la partecipazione di amici che davano una mano. Era un'occasione molto attesa ed importante perchè significava la provvista annuale di carne.

Le Palme - La Pasqua - L'ascensione

Una tradizione molto antica e suggestiva è la processione del Venerdì Santo, che in passato richiamava molti compaesani residenti altrove. Questa manifestazione si articolava in due distinti momenti. 

Nella mattinata la processione partiva dalla chiesa Madre ed arrivava alla chiesa dei Certosini nel cimitero. La sera, invece, percorreva le strade interne del paese ed aveva inizio a notte inoltrata, subito dopo la funzione religiosa. 

Nei punti dove le strade allargandosi ne consentivano l'accensione, si dava fuoco a dei grossi falò (i fuochi santi) che conferivano alla manifestazione una nota suggestiva e caratteristica.

Durante il lento snodarsi della processione, nel buio della notte, ancora oggi echeggiano le note tradizionali di un canto funebre (ferite...ferite) molto suggestivo che s'intona con la solennità del momento.

Altra caratteristica di questa processione era il rumore di uno strumento arcaico, "la traccola" che sostituiva la campana, muta in segno di lutto.

Per i dolci pasquali si utilizzavano ingradienti semplici, privi di sofiisticherie per confezionare le pigne e i cavallucci e le pupe, i primi per i maschietti, le seconde per le femminucce, guarniti con dei confettini colorati. 

(Tratto da "Guglionesi - Guida turistico-culturale" di Ferdinando Gizzi e Luigi Lemme)

 
More Info

Realizzato da Luigina Caruso